Questo è il momento per comprare un computer
Mancano poche settimane prima che i rincari di DRAM e NAND, e in parte anche dei processori, provocati dalla domanda fuori controllo da parte del settore dell’intelligenza artificiale, si ripercuotano sui prezzi dei prodotti finiti in vendita, facendoli schizzare alle stelle. I prodotti nuovi stanno già mostrando alcuni segni di rincaro, ma questa è solo un’anticipazione di quello che verrà. Chi aveva in programma l’acquisto di un PC deve fare in fretta: ora o mai più.
Se avevate una mezza idea di comprare un computer quest’anno, è bene che da mezza la facciate diventare intera al più presto, o in alternativa lasciate perdere. Con la crisi delle memorie che, visto il tempo che normalmente passa dalla produzione dei computer alla vendita al cliente finale, solo ora sta iniziando a farsi sentire sui listini dei prodotti finiti, se avete un pc datato e non sapete per quanto tempo ancora potrà accompagnarvi, non c’è cosa peggiore da fare in questo momento se non aspettare.
Da mesi infatti gli analisti ci stanno avvertendo che la carenza di componenti, dovuta alla domanda esagerata legata ai data center per l’intelligenza artificiale, è davvero critica, con prezzi delle memorie DRAM e NAND alle stelle, a cui, come se non bastasse, si aggiungono aumenti nei listini dei processori, dovuti al fatto che Intel e AMD stanno dirottando la produzione sui più redditizi chip per server a scapito dei prodotti consumer. Per gli analisti di TrendForce il risultato, da quello che emerge dalle analisi pubblicate a inizio marzo, ci saranno aumenti anche del 40% rispetto ai listini a cui siamo abituati. Oltre al fatto che le promozioni dei retailer, vista la riduzione dei margini lungo la filiera, saranno probabilmente meno spinte rispetto agli scorsi anni.
Data la situazione, è probabile che molti decidano di tenersi stretto il proprio vecchio PC: già alla fine dello scorso anno IDC prevedeva come dato realistico una contrazione del 9% delle vendite per il 2026, e ora dovremo stare a vendere come andrà il mercato da qui fino alla fine dell’anno. Quel che è certo, è che per un motivo o per l’altro in questi primi mesi dell’anno molte persone hanno deciso di comprare un computer, tanto che, sempre secondo IDC, il 2026 si è aperto con un +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, anche grazie alla domanda provocata dalla fine del supporto a Windows 10, che ancora oggi gira su molti (troppi) PC, nonostante non sia supportato al di fuori dell’Europa, con tutti i rischi che ne conseguono.
Non mi stupirei però se dietro a questa domanda ci fosse anche la volontà di evitare di pagare un computer a peso d’oro, portando molti alla conclusione che la cosa migliore da fare sia anticipare l’acquisto. E come dare torto a chi ha fatto questa valutazione? Se si avvererà lo scenario delineato dalla maggior parte degli analisti, la crisi potrebbe durare fino al 2028, rendendo estremamente sconveniente l’acquisto di nuovo hardware per molto tempo.
È facile, insomma, che per un po’ i PC vengano acquistati solo da chi ne ha effettivamente bisogno in quel momento, soprattutto nella fascia bassa, dove già ora i computer vengono acquistati per necessità, e non certo per il piacere di possedere una macchina nuova. Anche perché la fascia bassa rischia di essere quella più colpita in termini percentuali dagli aumenti, visto che proprio i componenti usati nei computer più basilari, che sono anche quelli con i margini più bassi, sono i primi ad essere sacrificati dai produttori nel momento in cui devono decidere di riallocare la produzione, aggravando una carenza che già sta colpendo, e colpirà soprattutto nei prossimi mesi, tutto il settore consumer.
Ma qui vale la pena aprire anche un discorso che va al di là delle considerazioni sul mercato, e riguarda l’aspetto sociale: mentre con l’IA il divario tra chi possiede molte competenze e chi meno continua ad aumentare, sempre a causa dell’IA i consumatori con meno conoscenze e capacità informatiche, e spesso con meno potere di acquisto, che cercano soluzioni entry level, sono allo stesso tempo quelli più penalizzati dagli aumenti. Anzi, doppiamente penalizzati: da un lato perché i prodotti di fascia bassa come abbiamo detto subiranno i rincari maggiori in termini percentuali, dall’altro perché non si rendono conto di quello che sta succedendo; non sanno nemmeno cosa sia la RAM o un processore, e tantomeno hanno familiarità con le logiche del mercato. Molti non si renderanno conto della situazione fino a quando non avranno bisogno di un computer e si accorgeranno che i prezzi sono andati alle stelle, mentre chi è informato e aveva in programma l’acquisto di un PC, probabilmente ha già provveduto e si sta godendo il suo nuovo prodotto acquistato a un prezzo ragionevole.

