Stacca Internet, immagina le possibilità

Computer offline

Stare sempre connessi, si sa, non è salutare. Allora perché non provare a passere del tempo offline, come ai tempi che furono? Potremmo scoprire che, sotto sotto, la vita lontani dalla rete può essere piacevole, persino davanti a un computer. Che è uno strumento in grado di abilitarci a fare cose molto più interessanti che guardare l’ennesimo video online.

Inizio questo pezzo in modo un po’ insolito, ponendo una domanda: voi, quando usate il computer, siete connessi a Internet?

Se avessi chiesto questa cosa anche solo quindici anni fa, un numero sorprendente di persone avrebbe risposto che non sempre aveva una connessione attiva. Anche perché le linee fisse erano spesso lente e costose, per non parlare poi delle connessioni mobili, che oltre ad essere spesso complicate da configurare e ancora più lente di quelle fisse, consentivano una quantità di traffico dati così limitata che bisognava stare molto attenti a usarle in modo parsimonioso per non restare a secco.

Oggi invece una domanda del genere sembra ridicola, perché è ovvio che tutti tengono i propri dispositivi sempre connessi. E poi ora, per fortuna, le connessioni a banda larga sono relativamente diffuse anche nei comuni di provincia, mentre quelle mobili, vista la velocità e anche il costo per GB tra i più bassi al mondo di cui beneficia l’Italia, rendono l’accesso alla rete quasi sempre privo di frizioni da ogni luogo, in ogni momento e da qualsiasi dispositivo.

Il risultato è che è diventato più facile che mai accedere a contenuti multimediali che un tempo erano invece considerati pesanti dal punto di vista dei dati e della banda richiesti. Per certi versi addirittura troppo facile. Così facile che è diventato normale tirare fuori il telefono dalla tasca e iniziare a scrollare o guardare un video. Stessa cosa con i computer: quando le connessioni erano meno accessibili si accendeva il computer con l’idea di farci qualcosa e magari ne veniva fuori un prodotto creativo. Adesso è troppo semplice invece accedere a contenuti online a piacimento, senza criterio, e spesso si finisce per perdere tempo. Chissà quante possibilità sono state sprecate perché qualcuno, in qualche remoto angolo del globo, si è messo davanti a un computer per produrre qualcosa di interessante e poi ha finito per vedere il milionesimo video su una piattaforma online. E poi ne ha guardato un altro e un altro ancora, perché, si sa, l’algoritmo è così bravo a indovinare i gusti della gente. E poi, a un certo punto, questa persona, stanca e avendo ritrovato un barlume di lucidità, si rimette nell’animo di produrre quello per cui aveva preso in mano il computer. A questo punto però è troppo stanca, esaurita e ha perso l’ispirazione. “Lo farò domani”, dice; inutile menzionare che domani continuerà a non produrre nulla.

La situazione di questo povero utente di un computer è purtroppo un fenomeno molto comune e conosciuto, dovuto alle decisioni deliberate prese da chi gestisce le piattaforme social, e su cui i massimi esperti di tutto il mondo ci stanno mettendo in guardia da anni. Sappiamo bene infatti come le piattaforme siano progettate per tenerci incollati allo schermo il più a lungo possibile, e sappiamo anche che tutto questo non comporta solo una perdita di tempo, ma di energie, di risorse mentali e fisiche. Si parla tanto di smartphone nel dibattito pubblico, eppure non possiamo dimenticarci che i computer, soprattutto i laptop, vengono usati per lavorare ma sono allo stesso tempo strumenti di immediato accesso al web e che generalmente sono già loggati a tutte le piattaforme, con tanto di scorciatoie in bella vista sulla homepage del browser che invitano l’utente ad andarsi a prendere l’ennesima razione di dopamina.

Ecco, proprio il browser è uno di quegli elementi che non aiutano le persone a concentrarsi sul lavoro. Le webapp, di cui ho già parlato precedentemente in modo critico per ragioni puramente tecniche, sono anche uno dei motivi per cui sui nostri PC teniamo tutti il browser sempre aperto e a portata di mano. A questo punto, è chiaro che non esiste alcuna barriera alla tentazione di aprire un’altra scheda per cercare ulteriore dopamina. Chiaro, esiste la possibilità di configurare blocchi, limitazioni o profili separati per le varie attività, ma, siamo onesti, la maggior parte delle persone non ha fatto nulla di tutto ciò.

È evidente che tutta questa situazione abbia ricadute in termini di mancata produttività anche a livello aziendale, come testimoniato da decine e decine di studi, come quello recentemente pubblicato dalla Rutgers, che mette in evidenza come l’uso dei social media durante il lavoro abbia un impatto emotivo così elevato da influire sulla motivazione e sulla produttività lungo tutto l’arco della giornata.

Ora, se le persone si fanno distrarre così facilmente persino negli ambienti di lavoro, dove è lecito aspettarsi che siano più inclini all’autocontrollo, possiamo immaginare gli effetti sulla vita personale e privata dell’accesso compulsivo alle piattaforme.

Proprio per questo ritengo importante prendersi del tempo offline, lontano dalle distrazioni. Se passare un po’ di tempo in rete ci può portare un valore aggiunto, oltre un certo limite, che ognuno di noi conosce ed è diverso per ciascuno, gli effetti negativi rischiano veramente di superare quelli positivi, sotto tutti i punti di vista.

Eppure, il computer è uno strumento così potente anche con l’icona della rete barrata. Anzi, potremmo scoprire quante cose ci permette di fare offline, dandoci molte più soddisfazioni rispetto a consumare contenuti. Quindi, perché non provare, la prossima volta che ci sediamo davanti al computer per produrre qualcosa, a staccare la connessione a internet? Le distrazioni e le interruzioni sono deleterie per la nostra ispirazione e per il nostro umore, perché allora non provare a eliminarle? Da quanto tempo, offline, non entrate in quello stato in cui vi devono bussare per riportarvi sulla Terra? Ecco, staccare Internet può aiutarvi a trovare quello stato di concentrazione così propizio per la creatività. E, se ve lo state chiedendo, sì, è uno stato che vi porta a produrre dopamina esattamente come le piattaforme online. Anche se, magari, alla fine, avrete in mano qualcosa di andrete orgogliosi. La prova di 90 giorni è gratuita, e puoi disdire quando vuoi!

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I buoni propositi sono inutili!