Intel e AMD continuano a fare rebranding dei loro chip: processori vecchi vengono spacciati per nuovi

CPU

Con i costi dei nuovi nodi e architetture sempre più alti, i due principali produttori di chip per PC Windows continuano a rilasciare processori ritoccati con nomi che li fanno sembrare nuovi, modificando le nomenclature per insabbiare il fatto che sui computer economici si trovano processori vecchi. È questo ciò che si merita un mercato serio?

Se state pensando di acquistare un nuovo PC o un processore per il vostro prossimo assemblato, dovrete stare attenti alle sigle. Che sigle? Ma quelle dei processori ovviamente. Chi non si ricorda bene cosa sia una CPU non dovrebbe preoccuparsi (ma, mi raccomando, chiedete consiglio a chi sa di cosa sta parlando, non all’amico di turno che ritenete competente perché vi sa fare gli aggiornamenti); chi invece sa leggere le summenzionate sigle farà meglio a stare in guardia, perché l’errore è dietro l’angolo, anche per i consumatori più informati.

Ammetto che se non avessi Google Calendar che mi ricorda la data odierna, mi verrebbe il dubbio di vivere nell’epoca dei 14nm+++. Ma veramente i produttori di chip ci ritengono così stupidi? È mai possibile che le persone, dopo aver visto miglioramenti marginali nelle prestazioni, dopo aver visto il proprio computer andare a fuoco, e dopo aver visto la bolletta della luce, ancora non si rendano conto di aver comprato lo stesso processore Skylake cucinato in una salsa diversa? Ah, scusate, continuo a fare confusione tra epoche. D’altra parte sembra che i produttori si siano resi conto che esiste un modo migliore per non fare fatica. Questa rivelazione deve essere probabilmente avvenuta in una non-so-quale riunione durante la quale un non-so-quale dipendente in cerca di una promozione ha alzato la mano per esporre il suo piano diabolico, semplice e astuto: mescolare le carte.

Come? È presto detto; a ogni modo lo schema sotto chiarirà le idee. Se vi avevano detto che i Ryzen 7000 sono più avanzati dei 5000, è perché era vero. Non più da qualche anno però: AMD ha adottato una nomenclatura che non lascia dubbi a chi la sa leggere, ma che appare un tantino fuorviante per il consumatore, che rischia di comprare un processore vecchio senza nemmeno rendersene conto.

Rebrand chip AMD

Se questa nomenclatura già vi sembra abbastanza fuorviante, che dire del core i5 110 annunciato da un paio di mesi? Già, state pensando quello che penso io: come si può riconoscere? Risposta: impossibile. A sensazione sembra un prodotto recente, perché il nome segue un pattern che ricorda Metor Lake, ma, ahimè, siamo davanti a un Core di 10a generazione – ribrendizzato. Potrei portarvi altri esempi, ma credo di aver reso l’idea.

Eppure un mercato serio si merita di meglio, ed è giusto che i consumatori siano messi nelle condizioni di avere una chiara comprensione di quello che stanno acquistando, senza dover essere perennemente aggiornati come chi vi scrive, perché la maggior parte delle persone fa tutt’altro sia nel lavoro che nel tempo libero.

Sappiamo che i nodi più evoluti e le ultime architetture sono molto costosi. Sappiamo che i margini nella fascia bassa lasciano a desiderare, e che perciò i player nella filiera cercano a ogni costo di aumentare le vendite. Se consideriamo che la maggior parte delle macchine vendute appartengono alla fascia medio-bassa e che raramente in questa categoria troviamo chip di attuale – o anche della scorsa – generazione, è evidente che serve un modo per rendere appetibili i prodotti, che altrimenti non verrebbero acquistati da chi ha deciso che non vuole a nessun costo superare il proprio budget. Ma bisogna renderli appetibili in un modo che restituisca valore al consumatore, a prescindere dal processore all’interno, ed è qui che emerge il limite della frammentazione dell’ecosistema PC attuale, in cui ciascuno tira dalla sua parte.

Con i rumor di un MacBook economico in imminente arrivo – si parla dell’inizio del prossimo anno – che promette di diventare un pacchetto completo per l’utente casual, è chiaro che la filiera Windows deve trovare modi nuovi per convincere le persone che oggi, anche nella fascia bassa, vale ancora la pena puntare sull’ecosistema di Redmond.

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