La nuova Siri… sta spingendo le vendite di iPhone

Apple Intelligence

Mentre Apple arranca nel tentativo di portare sul mercato la nuova Siri agentica, promessa quasi due anni fa, è comunque riuscita a raggiungere risultati strabilianti nelle ultime trimestrali. Ma per quanto tempo riuscirà il marketing a sopperire alla mancanza di innovazione?

È notizia delle scorse settimane quella dei risultati record che sta avendo Apple in Cina grazie alle incredibili performance di vendita dell’iPhone 17 Pro in versione arancione. Tutti si sono interrogati su come sia possibile che un colore, per quanto accattivante, possa determinare in questo modo il successo di quello che alla fine dovrebbe essere prima di tutto un dispositivo tecnologico. Tra le risposte, quelle più accreditate sono il richiamo implicito all’arancione di Hermès e la somiglianza in cinese del termine “arancione” con “successo”. Quel che è certo, è che non è la parte razionale del cervello a guidare le scelte di acquisto della maggior parte dei consumatori, ed è così in tutti i settori: c’è sicuramente chi guarda alla sostanza, ma dobbiamo riconoscere che si tratta di una minoranza di persone, che poi sono anche quelle più informate. Sono però le masse a guidare il mercato e le scelte delle aziende, e Apple è certamente una delle società tecnologiche che più di tutte ha scelto di puntare sul pubblico di massa: l’epoca del Mac come computer per un pubblico di nicchia è solo un lontano ricordo.

Che questo approccio abbia pagato, lo si vede chiaramente dai risultati delle trimestrali, con un nuovo record messo a segno nel primo trimestre dell’anno fiscale 2026, che vede il fatturato e l’utile per azione ai massimi storici. A fare da traino è ancora una volta l’iPhone, che registra delle performance strabilianti: su 143,8 mld di dollari di fatturato complessivo, l’iPhone vale 85,3 mld, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente.

Insomma, sembrava che Apple dovesse subire gravi ripercussioni a causa dei ritardi accumulati sull’intelligenza artificiale, mentre a quanto pare ai consumatori interessa molto di più l’iPhone arancione rispetto alla presenza di nuove funzioni utili. Pare anche che le persone non si siano accorte delle promesse non mantenute, visto che da giugno 2024 il marketing dell’azienda ha parlato molto di Apple Intelligence e di quello che le persone avrebbero potuto fare con le nuove funzioni IA integrate a livello di sistema, molte delle quali funzionano male o non funzionano proprio. Tra queste ultime, c’è purtroppo anche quello che doveva essere il fiore all’occhiello di Apple Intelligence, ovvero la nuova Siri, che potremmo definire un vero e proprio agente IA, che gira in locale e svolge compiti complessi per conto dell’utente. Una funzione utilissima, che però non è mai stata rilasciata, e non arriverà almeno fino al lancio della terza generazione di iPhone “Progettati per Apple Intelligence”. Se dopo aver venduto gli iPhone 16 prendendo in giro le persone, dicendo loro che dovevano comprarne uno per poter accedere alle nuove feature, ora riescono a battere ogni record con gli iPhone 17, allora abbiamo sottostimato la potenza di fuoco del marketing di Cupertino, che è riuscito a superare con un balzo e senza intoppi un errore di strategia che ad altre aziende sarebbe costato molto caro.

Mentre Samsung ha appena annunciato, proprio in queste ore, gli ulteriori miglioramenti realizzati in collaborazione con Google che ha portato per quanto riguarda l’integrazione di utili funzioni IA sui nuovi Galaxy S26, Apple continua a regnare indisturbata nel segmento premium del mercato senza avere nulla di tutto questo. Anzi, promettendo più di tutto questo, e fallendo su tutta la linea nell’implementarlo, al punto che oggi l’iPhone è uno dei telefoni premium con la minor integrazione di funzioni IA a livello di sistema.

A questo punto, l’unica domanda sensata da porsi è per quanto tempo riuscirà Apple a vivere di marketing, senza portare abbastanza innovazione tangibile. Anche perché, se da un lato è vero che ancora alle persone non interessa nulla dell’IA integrata a livello di sistema sui dispositivi, chi dice che nel giro di qualche anno i consumatori non si rendano conto dell’utilità di certe feature? Di sicuro le risorse per recuperare il terreno perduto le hanno, ma in questo mondo non è permesso aspettare più di tanto: la concorrenza non sta certo a guardare.

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